25 Aprile ed Enzo Ferrari Cavaliere e non solo. La sua resistenza. Gli imprenditori che fanno la storia

Collegare Enzo Ferrari Imprenditore, Ingegnere ed Ex Pilota Automobilistico e la resistenza, in un giorno come  è il 69° anniversario della liberazione, può sembrare inconsueto.

Quando vidi il film sulla storia di Enzo Ferrari, mi rimasero fortemente impresse alcune scene, per non parlare della sua storia di vita, piena di coraggio, positività, tenacia ed amore per l’Italia e per gli Italiani. Fra le scene due in particolare. La prima il momento in cui riesce con abilità ad avere  nel suo staff  l’Ing. Vittorio Jano, dimostrando una determinazione ed una forza d’animo e di carattere  che lo contraddistinse sempre nella sua vita, una frase in particolare: ” voi non ci siete riusciti ad averlo perché non avete acquistato i suoi sogni”.

La seconda quando  vede distrutta la sua  fabbrica dove lavoravano 60 operai; era proprio il periodo della resistenza e dice: “ci hanno fatto male ma siamo ancora vivi” e riparte prendendo da un baule gli ultimi progetti  e proiettando la nascita della Ferrari 125.

Quante volte la vita gli ha riservato momenti duri e quante volte è riuscito a rialzarsi e far rialzare la testa alla sua Ferrari : ” la concorrenza sarà sempre più dura, non voglio trattenere nessuno“; 10 anni dopo vendeva alla Fiat mantenendo la sua autonomia. Ne è sempre uscito, facendo delle pesanti esperienze della vita,  un bastone a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà.

E’ l’esempio di imprenditore sul quale riflettere proprio oggi, in un giorno di festa che viene quasi dimenticato o festeggiato quasi solo come ricorrenza e in un  anno 2014 in cui si parla di crisi come giustificazione di ogni situazione.

Ma crisi significa non essere in grado di superare i momenti di cambiamento. Dal 25 Aprile 1945 si cominciò a ripartire ricostruendo un percorso di cambiamento vero.

Sono i sogni a far vivere l’uomo. Il destino è in buona parte nelle nostre mani, sempre che sappiamo chiaramente quel che vogliamo e siamo decisi ad ottenerlo.

                                                               Enzo Ferrari

Buona riflessione a noi tutti.

Olimpia

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Gli insegnamenti di Mandela possono essere utili per gli imprenditori e i manager che devono riuscire a guidare il proprio vascello .

Il nome ” Nelson” fu scelto dalla sua insegnante, forse ispirandosi all’ammiraglio Nelson. E ammiraglio è stato.

Per me quattro sono le  parole per descrivere Nelson Mandela  :

passione, coraggio, libertà e amicizia.

Per Mandela le fondamenta per un un leader si basavano sul saper guidare le persone in una certa direzione , cambiando il loro modo di pensare e di agire. Il modo per farlo, non  sempre quello di invitarle a seguirti caricando in prima fila, ma bensì spingere chi sta dietro a muoversi davanti autorizzandolo a fare. Mandela pensava che delegando agli altri le responsabilità,  possiamo diffondere le nostre idee e ci affermiamo come guide. Il principio vale in ogni situazione: quando un dirigente o un imprenditore stimola la propria squadra a costruire nuove strategie e aiuta l’altro a creare direttamente, in prima persona e  nel ruolo di cui è investito; o quando un genitore indirizza i figli discutendo con loro le regole, anziché imporle senza spiegazioni. Ovvio che  essere leader significa prendere l’iniziativa e indirizzare nei momenti più critici e diffcili.

“Un buon capo  non impone la propria opinione e non ordina di essere seguito , ma sa ascoltare, sa mettere insieme i buoni consigli,  e cerca di guidare le persone verso l’azione migliore, non diversamente come un ragazzo pascola il bestiame tenendolo davanti a se”

Questo pensiero è tratto dal libro di Stengel ” Padroni del destino” edito dalla Rizzoli.

Per Mandela la passione era in ogni cosa, così come il coraggio era un esercizio quotidiano. Chi ha coraggio non è senza paura, ma impara a dominarla. Fingere di avere coraggio è a volte l’unico  modo per scoprire il coraggio vero.

“durante la mia vita ho dedicato tutto me stesso alla lotta per il popolo africano. Ho lottato contro la dominazione dei bianchi come contro la dominazione dei neri. Ho abbracciato l’idea di una società democratica e libera in cui tutte le persone possono vivere insieme e in armonia con uguali opportunità”

L’amicizia per Mandela andava a braccetto con la lealtà e la coerenza senza limiti . Per questo ispirava fiducia e la fiducia è alla base della leadership. Chi guida il vascello  deve riuscire ad avere una visione chiara della direzione verso cui deve andare e deve essere onesto prima con se poi con gli atri.

Olimpia

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Pascal “La dignità dell’uomo consiste nel pensare”. Ma ….. oggi….?

Siamo nel 1600 nel secolo della rivoluzione scientifica, si abbandona una ricerca tradizionale per cercarne un’altra, si entra in una fase di passaggio,  transizione da un metodo ad un’altro, si gettano le basi culturali per le successive rivoluzioni industriali. E’ un forte momento di cambiamento

C’è miseria in ogni angolo ” l’uomo si trova a vivere in una duplice veste, se da un lato è motivo di sofferenza, dall’altro è l’occasione per aspirare a ciò di cui si è consapevoli di avere perduto”.

Sono parole di Pascal uno dei più remoti precursori della filosofia esistenzialista, pensatore anomalo ed isolato.

Vedete qualche analogia con il contesto storico in cui stiamo vivendo? Io direi  che la storia dell’uomo si ripete, le strategie per superare gli eventi anche.

Ora riporto una frase tratta dai ” Pensieri” di Pascal:

L’uomo non è che una canna, la più debole della natura ; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta ad ucciderlo. Ma anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancora più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità su di lui; l’universo invece non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. E’ con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensare bene: questo è il principio della morale.

Una profonda riflessione e una attenta rilettura nell’attuale contesto socio economico a cosa vi porta?

Io penso che chi oggi si sente privato della propria dignità, sia esso operaio, sia esso imprenditore, sia esso dirigente,  attraversa un momento molto difficile  della propria esistenza e la filosofia esistenzialista di Pascal non può bastare; può aiutare la mente e lo spirito che sono due  elementi molto importanti ma …..

Pascal colse un’altro aspetto importante:

“buona parte della vita è fatta di relazioni umane e non  solo di matematica e ragione”

Per chi è più debole, per chi pur non essendo forte non ce la fa più, abbiamo bisogno di parole e azioni: welfare aziendale, welfare pubblico, rete di impresa, fare community, coworking, tante e ricche relazioni persone pensanti.

Uniamo ciò che di buono il passato e la nostra storia ci insegna, con ciò che di buono abbiamo ideato oggi.

Concretizziamo le azioni!

Buona riflessione e concretizzazione a tutti noi!

Olimpia

 

 

 

 

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Frasi sagge di ieri da ascoltare e meditare oggi: Albert Einstain

Oggi Paola M. mi ha fatto un grande dono girandomi via mail una citazione di Albert Einstain.

Quanti di noi pur avendola già letta ne hanno dimenticato parole e contenuti saggi?

Voglio condividerla con quanti mi conoscono e mi seguono.

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” Albert Einstein

Grazie a Paola  e grazie a quanti ne vorranno fare tesoro.

Olimpia

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Fattori di successo per l’impresa ieri e oggi, giochiamo la nostra partita.

Un concetto tradizionale delle discipline aziendali  è quello della “UNICITA’ DI IMPRESA”. Così come in una partita a scacchi ogni giocatore ha una propria tecnica vincente, così ogni impresa ha una propria unicità che la rende diversa, pur inserita in un dato sistema.

Le analisi ex post hanno consentito di verificare ieri e oggi , risultati  anche sensibilmente diversi, in aziende che pur appartenendo allo stesso settore, registrano diverse performance. Se un settore si contrae o si espande, le imprese che vi operano, sono soggette a rallentamenti o a sviluppo, ma in misura diversa. Così pure nell’attuale contesto di crisi e di cambiamento le imprese rallentano o invertono la tendenza in maniera più o meno forte, in modo singolare e unico.

L’influenza maggiore sulla performance e sul cambiamento, è data dalle risorse e dalle competenze presenti all’interno dell’impresa o da quanto il management intende sviluppare con coerenza questi due fattori. La coerenza deve essere in linea con le regole di mercato, del contesto ambientale e storico in cui ci si trova e con i propri obiettivi.

Per una buona strategia di impresa sia ieri che oggi quindi, è necessario avviare una attenta analisi della qualità e congruità delle risorse a disposizione dell’impresa e ciò deve avvenire sia che si intenda continuare nell’oceano rosso della concorrenza, sia che si voglia aprire gli orizzonti all’oceano blu dell’innovazione di business e di mercato ( si veda articolo pubblicato il 5 febbraio).

L’impresa quindi conta molto più del settore e del contesto socio culturale in cui si trova

Il settore e lo scenario economico, rappresentano solo una mancata o presente opportunità, ma solo un’adeguata presenza di risorse e di competenze può consentire all’impresa di saper cogliere queste opportunità o saperne creare di nuove.

Le risorse sono ciò  di cui l’impresa dispone per il proprio operare, le competenze  sono gli strumenti di cui l’impresa deve dotarsi per raggiungere i propri obiettivi.

Quindi :                                                                risorse =possibilità di fare                competenze=saper fare

Se proviamo a rileggere queste poche righe e riflettere per le nostre strategie,  possiamo essere un  giocatore unico e vincere la nostra partita a scacchi.

Olimpia

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Dall’AUREO d’oro all’EURO di carta di Roma e Augusto?

Era stato Augusto, con il suo rigido sistema monetario, a mettere ordine  nel sistema monetario romano. Creò così una più stabile e ordinata produzione di monete dando impulso al commercio con la circolazione  costante di monete. L’AUREO, la moneta d’oro, corrispondeva a 25 denari ( moneta d’argento), a 100 sesterzi ( moneta di bronzo) a 400 assi (moneta di rame).

Allora Londra era poco più di un borgo di case, casette piccole ma già costruite con la tecnica del prefabbricato; non c’erano Bukingam Palace e tanto meno Westminster, ma un lungo ponte già attraversava il Tamigi e si alzava già al centro, antenato del London Bridge.Si usava già l’ombrello ma per ripararsi dal sole e non dalla pioggia.

Parigi contava circa 8.000/9.000 abitanti più o meno quanto oggi è il Quartiere Latino. Qui vivevano le tribù dei Parisi (galli) e la Senna con le sue due isole, era un forte centro di commercio e così amata dai romani perché tanto somigliante al Tevere con la sua isola Tiburtina.

I  Romani avevano già  inventato,  importato e perfezionato il riscaldamento ( terme), il torchio, il calcestruzzo, le fogne, gli occhiali, la lente di ingrandimento, i cuscinetti a sfera, la puleggia, la mortadella e il prosciutto crudo e udite udite i manifesti elettorali.

Quanti secoli abbiamo percorso da allora ad oggi dimenticandoci la storia e sentendoci unici e grandi nel nostro secolo e con il nostro Euro di carta. Allora Augusto decise di stampare le monete d’oro e di fare in modo che la zecca non stampasse sempre in emergenza. Promosse la rinascita economica. Oggi chi si presta volontario  per un nuovo Augusto del 20° secolo?

 

 

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Un viaggio nel tempo: da Erasmo da Rotterdam a Steve Jobs un pizzico di sana follia per fare impresa

Chi di noi ha visto il film ” Jobs” ha ricevuto un messaggio molto chiaro, messaggio riflesso ogni giorno nel contesto sociale di oggi ma anche di ieri. E’ evidente che  non bastano  buone idee ed una spiccata intelligenza, creatività,  buona  conoscenza e sapere per avere successo nel mondo degli affari. Servono più che mai anche intuito unito a coraggio e ad un  poco di sana follia. Jobs promuove una scheda computer inventata da un amico e trasforma le capacità e l’inventiva degli amici in capacità di sviluppare progetti nuovi ed innovativi e proporli al mondo.

La mia mente allora vola al 1500 a Erasmo da Rotterdam e al suo “ELOGIO DELLA FOLLIA” società diversa, contesto storico diverso.

E’ la follia che parla in prima persona e si descrive figlia della giovinezza e nemica dell’ignoranza. Alcune citazioni per riflettere:

..sono due i principali ostacoli alla conoscenza delle cose: la vergogna che offusca l’animo, e la paura che, alla vista del pericolo, distoglie dalle imprese…..La follia libera da entrambe. Non vergognarsi mai e osare tutto: pochissimi sanno quali messi di vantaggi ne derivi…. La fortuna ama le persone non troppo sensate; ama gli audaci e quelli che non hanno paura di dire “il dado è tratto”…..Chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni, riesce solo a raddoppiare il difetto…

Il libro scritto nel 1509 fu considerato una satira feroce contro la corruzione, l’ipocrisia, il falso perbenismo. Eravamo agli albori dell’età moderna e alla fine del medioevo,  sono passati 5 secoli; Erasmo da Rotterdam considerato un grande umanista e amante dei viaggi che gli consentirono di raccogliere e assimilare le culture di tutta l’Europa  ….. lascio aperte le riflessioni con la provocazione del titolo: …… sana follia per fare impresa.

Olimpia

 

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