Cibus 2014 un sorriso da chi vuole produrre ed offrire e chi ama il prodotto italiano di qualità

Bello passeggiare fra padiglioni delle Fiere di Parma in occasione della edizione 2014 di Cibus. Si respirano non solo i profumi della terra italiana, gli odori di olio, vini, aceto balsamico, mozzarelle, pizza, pasta, dolci e tanto altro, ma si respira anche fra chi produce una forte voglia di esserci e di essere rappresentati soprattutto all’estero.

Mi imbatto in alcuni produttori che mi spiegano con grande orgoglio la qualità di ciò che espongono e producono da anni e le nuove idee sviluppate trasformando prodotti tradizionali in prodotti altrettanto validi ma rivolti al mondo goloso della grande distribuzione australiana, statunitense ed asiatica.  Progetti di sviluppo estero studiati e mirati a far si che gli sforzi di anni di generazioni, non siano stati vani.

Chi produce e commercia aceto balsamico da più di 4  generazioni esporta con soddisfazione il 58/65% del proprio prodotto, trovando soddisfazione  nel mercato di nicchia estero, disposto a pagare 300$ per  un aceto IGP extravecchio.

Chi ha tolto i vigneti per cominciare a produrre fichi e creare un prodotto slow food tutelato e di qualità, già confezionato per la catena estera.

L’Ente fieristico attento a questa maturata volontà di rivolgere il mercato alimentare  verso orizzonti diversi,  ha organizzato un breve quanto intenso  seminario con presenza di  esperti che sanno fornire indicazioni e risposte agli imprenditori che vogliono seriamente approcciare il mercato degli U.S.A. Si parla di registrazione FDA, di normative FCE-SID e di come il codice di regolamentazione  federale detti rigidi requisiti di etichettatura in continua evoluzione e cambiamento.

Insomma tanti piccoli campanelli da far suonare prima di fare arrivare i nostri prodotti italiani negli Stati Uniti. Dato importante  che viene segnalato: la richiesta del prodotto alimentare italiano è fortemente cresciuta,  tanto è che alla domanda  non corrisponde l’offerta nonostante fra il 2012 e il 2013 vi sia stato un aumento del 10% dell’esportazione agroalimentare. La curiosità è che i controlli degli organi competenti che vengono e verranno fatti sui produttori italiani da FDA verranno intensificati secondo quanto previsto da piano di sicurezza programmato  a tutto il 2016.

Che agli americani piaccia l’Italia e con la scusa dell’audit amino raggiungere” il bel paese” ? Non facciamoci trovare impreparati quindi.

Domani l’evento fieristico si chiuderà l’augurio è che i sorrisi rimangano e i buoni auspici anche.

 

Olimpia

 

 

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