Cuneo fiscale: quale sarà il regalo di Natale portato dalle renne?

Se ne sente parlare ogni giorno, già pensare ad un “cuneo” porta a qualcosa di spigoloso e ciò che è spigoloso non è di facile gestione. Pensate ad un oggetto spigoloso o ad una persona spigolosa.

E qui siamo anche in economia: la riduzione del cuneo fiscale consentirebbe di aumentare il reddito disponibile per le famiglie e per le imprese; sostenere così  una ripresa dei consumi e fornire un opportunità in più per il miglioramento della produttività nazionale.

Tanti i miliardi chiesti dalle associazioni che rappresentano imprese e lavoratori, pochi quelli in via di approvazione. Cosa conterrà il regalo portato dalle renne sotto l’albero?

Due numeri per meglio capire. Dagli studi Ocse le imprese medie  e i loro dipendenti i più penalizzati; per gli operai l’incidenza del cuneo fiscale  è di circa il 43%, per salire al 48% per gli impiegati e fermarsi al 59% per i dirigenti. Parliamo di percentuali sul costo lordo.

In approvazione la legge di stabilità con interventi per 1,5 miliardi, un decimo di quelli richiesti.

Auguri!

Olimpia

Export andamento da inverno moderatamente freddo!

Si racconta che l’Italia rimane l’ottavo paese esportatore al mondo. I principali paesi di destinazione: Germania, Francia,Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e per finire, ma non per minore importanza,  i paesi emergenti.

Negli ultimi suoi  report  Sace  ha previsto quattro anni di crescita costante, se pur moderata, parliamo del periodo 2013-2016. A traino, sempre secondo il parere di Sace i paesi emergenti.

Intanto l’Istat rende noti i dati di ottobre e il piccolo progresso italiano è del  + 0,8% su base annua, progresso meritato grazie agli acquisti fatti da Berlino.

Al primo posto il settore della farmaceutica e a seguire i settori alimentare, tessile e plastica.

 

Olimpia

“IMPRESA MALATA” e gli aiuti UE…

Per verificare la situazione italiana in ordine alle possibili imprese definite “malate” , sono state prese a campione le imprese di capitali, attive e con volume della produzione superiore a 900 mila euro. Risultato il 35% dell imprese verificate hanno un rapporto debito e patrimonio netto superiore a 7,5, indicatore quest’ultimo che porta a riconoscere nell’impresa valutata un forte stato di difficoltà.

In realtà il campione non è rappresentativo delle tante piccole imprese, se si aggiungessero le imprese non di capitale e con volume più bassi, il dato sarebbe probabilmente destinato ad aumentare ed i possibili aiuti UE non possono, stante l’attuale regolamentazione,  essere elargiti alle imprese cosiddette “imprese malate” con forte danno a possibili politiche industriali che favoriscano il recupero di tali realtà.

Si sta tentando di fare qualcosa per correggere il tiro, ma come spesso accade, forse per superficialità di gestione dei veri problemi, le imprese in difficoltà vengono penalizzate anziché aiutate. Ingranaggi che continuano a non funzioanre.

300 milioni di Euro per le PMI Italiane

Oggi Federico Ghizzoni AD di Unicredit e Alessandro Castellano AD di Sace hanno firmato un accordo che prevede un plafond di 300 milioni di Euro per finanziamenti a medio e lungo termine rivolti a progetti di internazionalizzazione delle PMI Italiane.

I finanziamenti verranno erogati da Unicredit e controgarantiti da SACE  per l’acquisto di macchinari, apertura di punti vendita, investimenti per la partecipazione a fiere internazionali.

Si punta allo sviluppo e la crescita delle PMI sui mercati internazionali e quanto siglato oggi si  sposa molto bene con l’impegno delle delegazioni associative che stanno mettendo molto impegno per sviluppare contatti con potenziali partner di paesi esteri.

Paesi come il Bahrain presentano una economia aperta a politiche flessibili e attenta alla competitività internazionale.

 

Olimpia Soliani

La voce di chi vuole esserci

Questa mattina mi è capitato di entrare ed uscire dall’autostrada. Quante le persone con bandiere tricolore alla mano,  ferme in prossimità degli accessi ai caselli. Il disagio di essere al gelo fra freddo e nebbia fitta, ha dato ancora più forza al loro grido.

Questa la voce raccolta da un volantino che mi sono fatta passare dal finestrino dell’auto:

Ci hanno accompagnati alla fame.Hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni.

L’Italia che produce di qualsiasi settore, l’Italia dei disoccupati,dei precari, dei giovani, degli studenti,dei padri,delle madri, dei figli di chiunque voglia dire basta… questa Italia che scende nelle strade e nelle piazze contro il far west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli Italiani, contro questo modello di Europa, per riprenderci la sovranità popolare e monetaria, per riappropriarci della democrazia, per il rispetto della costituzione, contro un governo di nominati per difendere la nostra dignità.

Che bello sarebbe raccogliere anche le Vostre opinioni!!

MANDELA E CIO’ CHE RAPPRESENTA OGGI PER TUTTI NOI

Scontato pubblicare oggi un post che parli di Madela! Tutti ne parlano e di lui hanno sempre parlato in occasioni sempre forti ma meno scontate di quella della sua morte.

Però ci voglio essere con una opinione,  sia essa interpretata ipocrita o no.

Questa mattina fra i titoli di giornale spiccava una percentuale 30%- tanta la gente che sta entrando in uno stato di povertà in Italia.

Sconcertante se pensiamo che il restante 70% ha più di quanto serve per vivere dignitosamente, ma non riusciamo a cambiare il sistema che ci siamo tutti voluto. Manteniamo alto l’orgoglio di essere bianchi fuori e purtroppo anche dentro all’animo.

Chi di noi ha provato ad andare contro corrente è stato messo in ombra o addirittura frainteso, coperto da verità che non lo sono, deriso per un percorso ritenuto non facile ma fuori dalla norma. Non apprezzato insomma.

E allora la morte di Mandela sia un momento storico  che ci permetta di riflettere VERAMENTE .

Un momento storico che lasci crescere l’uomo che ha tanto di buono in se e perché no di nero.

Olimpia Soliani

L’impresa e l’apprendistato

Alcune nazioni europee, e non faccio nomi ma potete immaginare chi, ha visto incrementare l’impiego del’apprendistato del 12% annuo, favorendo così l’occupazione giovanile. Così non è stato per noi in Italia e non so se la legge 128 del 8/11/2013 ( legge di conversione del D.L. 104 del 12/09/13) possa favorire il percorso di valutazione e scelta dell’imprenditore verso uno strumento tanto prezioso.

Se si entra nel merito delle novità introdotte,  ci si accorge che non  si sono semplificati i meccanismi e che anzi si sono introdotte cose nuove che, si favoriscono l’occupazione giovanile se ben letti ed interpretati e quindi scelti, ma complicano la vita ad un imprenditore che si vede sempre più bisognoso di avere al proprio fianco,  persone esperte per potersi destreggiare nella scelta.

Facciamo un breve quadro.

Tre le formule

– PER LA QUALIFICA E IL DIPLOMA per età compresa fra i 15 e i 25 anni

– PROFESSIONALIZZANTE E DI MESTIERE per età dai 18 ai 29 anni

– DI ALTA FORMAZIONE  E RICERCA per età dai 18 ai 29 anni

Percorsi diversi, vantaggi diversi, opportunità diverse.

Un argomento importantissimo che potrebbe (e uso volutamente il condizionale) avvicinare Impresa e Lavoratore,( ecco perchè ho scelto le due mani che si uniscono) ma mi piacerebbe raccogliere la vera  voce dell’imprenditore. Qualche coraggioso?

Primavera calda di tecnologia Nfc “svegliamoci” il mondo corre…

I primi gettoni telefonici, vi ricordate come erano? Se chiediamo ad un bimbo di 10 anni o a un ragazzo di 17, non riesce a dirvi cosa fossero. In circolazione non ci sono più. Eppure il manager di alto rango si spostava in Italia e all’estero con una busta piena e parliamo solo degli anni 70. A quell’epoca se l’uomo d’affari, l’ IMPRENDITORE  in giro per l’ Italia voleva comunicare con la propria famiglia, usava il GETTONE  ( PRIMO GETTONE  1927 FINE DELLA LORO PRODUZIONE 1980).

Nella primavera 2014 decollerà l’uso del cellulare come strumento di pagamento e

con l’uso di una tecnologia chiamata Nfc ( near field comunication) . Potremo usare il telefonino di nuova generazione ( tante in mezzo ne sono passate dopo l’uso del gettone) per autorizzare velocemente e senza codice pagamenti inferiori a 25 Euro, quindi pagare al Bar, in edicola, sul Taxi, al parcheggio. Per pagare importi più elevati basterà digitare un codice PIN con una maggiore sicurezza sulla transazione.

Le prime città pilota saranno Milano, Torino e a seguire Roma. Dal gettone quindi al sistema Ncf che al momento è già presente sui cellulari con sistema Android. Strano ma vero la Apple non si è ancora adeguata e gli iPhone sono per il momento tagliati fuori.

Il pagamento funziona per informazioni fra Sim e Pos se non transitando su sistemi di rete aumenta la sicurezza.

 

Olimpia Soliani

Mosse anti deflazione

Paul Krugman ha pubblicato un post in cui argomenta che la mossa anti-deflazione dei prezzi di Draghi è la miglior prova che la presunta ripresa è una invenzione per gli allocchi e che la paura è la deflazione . Naturalmente senza una politica fiscale espansiva a livello europeo e in particolare in Germania le armi di Draghi sono spuntate

Tratto da Politica&EconomiaBlog 10/11/2013

Ma chi è Paul Krugman?

Paul Krugman è un economista statunitense, Premio Nobel per l’economia 2008, saggista e autore di numerosi libri.Collabora con il New York Times con un paio di articoli a settimana. Si potrebbe definire  un neo-Keynesiano.

Voi cosa ne pensate? Leggete anche il mio breve articolo sulla deflazione pubblicato oggi.

EUROPA EPICENTRO DEFLATTIVO !!!

Prezzi che cadono, investimenti che si fermano, salari e prezzi del lavoro che scendono.

Siamo in una situazione di ormai evidente deflazione. Per invertire la rotta occorrono politiche non convenzionali. Le banche devono trovare il coraggio e la voglia di lasciare passare alle imprese ed alle famiglie la liquidità che la BCE è disposta ad immettere sui mercati.

La Bundersbank e le rigidità della Germania dovrebbero rinfrescarsi la memoria e tornare col ricordo ai primi anni 30 a quel momento di salto da iperinflazione a deflazione e alle conseguenze che provocò. La disoccupazione in Germania nel 1933 era al 33% .

Benedetto Croce sosteneva  che ” gli eventi storici, in quanto tali, sono unici e irripetibili” . Sarà proprio così?

Certo è che molti sono a sostenere che la Germania dovrebbe aprirsi a politiche inflattive,  abbandonando la sua strategia fortemente legata  ad una economia che è cresciuta per la politica di esportazione verso la Cina, politica che ha trainato l’industria tedesca degli ultimi anni.

Ma il forte monte crediti cinese? Vogliamo tenerne conto? Qualcuno ci comincia a pensare nel paese di mezzo e  anche se per puro nazionalismo farebbe bene all’intera Europa. Un pò di respiro in attesa di risolvere gli altri problemi del vecchio continente.

 

Olimpia Soliani