Essere impresa familiare oggi offre valore aggiunto.

L’AIDAF (Associazione italiana aziende familiari) proporrà oggi all’Università Bocconi di Milano, uno studio effettuato cogliendo elementi rappresentativi di più di 4.000 aziende familiari italiane. I dati raccolti e confrontati, portano ad un risultato confortante : le imprese medio grandi a conduzione familiare sono state in grado di far fronte all’attuale crisi, creando per contro nuovi posti di lavoro.

Pare quindi che al contrario di quanto si sosteneva negli anni passati nel nostro mondo capitalista, le imprese familiari non siano state un ostacolo allo sviluppo, ma abbiano messo in campo forze e sinergie positive per superare il periodo avverso.

Sicuramente hanno impiegato anche capitale proprio per sopperire a momenti di necessario investimento, non dipendendo così solo dal capitale di terzi, hanno attenuato  gli effetti della stretta creditizia in atto. Ovvio che chi lo ha fatto è stato negli anni passati tesoriere attento e lungimirante.

Alcune hanno intrapreso un cammino di cambiamento per fronteggiare il cambio generazionale; hanno pianificato formazione, sviluppo ed integrazione delle risorse umane interne. Altre sono riuscite a cambiare mercato, concentrando gli investimenti nei paesi esteri di maggiore interesse per il settore del proprio business caratteristico. Ecco quindi che l’impresa familiare diventa ed è per il tessuto economico del nostro paese una forte speranza, contrariamente ad ogni aspettativa culturale.

Devo confermare che nel mio cammino professionale degli ultimi mesi, ho potuto toccare con mano questo aspetto e verificare una tenacia, resilienza e capacità di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti, veramente lodevoli e degni di un tessuto imprenditoriale vero e sano di idee.

Il sistema Italia non le aiuta, ma proprio per questo sono alla ricerca continua di alternative e soluzioni concrete, dimostrando di credere nel proprio DNA FAMILIARE, base indispensabile per continuare a pensare che l’Italia creda in noi .

Olimpia

 

 

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E’ il perché che ci spinge ad agire non l’obiettivo. La crisi ci può dare la spinta per trovare una giusta e nuova direzione.

Cosa ci spinge ad agire e a prendere una determinata direzione? E’ l’obbiettivo o la motivazione?

 E’ il perché che ci spinge ad agire non l’obiettivo.

La nostra motivazione non è mai legata all’obiettivo in se, ma a ciò che otterremo raggiungendo quel dato obiettivo.

Se si sa quello che si vuole, si agirà di conseguenza e quindi mentre l’obiettivo ci dà la direzione, lo scopo cioè il perché,  ci procura la spinta necessaria, la forza, la tenacia  la resilienza.

Se ci verifichiamo sotto il profilo psicologico, due sono le forze che ci spingono ad agire : il dolore e il piacere. Il dolore è una forza molto più potente del piacere, si è disposti a fare molto di più quando dobbiamo uscire da un guaio o da un problema che ci affligge. Quando dobbiamo migliorare una situazione già buona abbiamo meno spinta ad agire.

La crisi, che é indubbiamente un vero momento di dolore per molti oggi, può fornire una forza nuova per ritrovare soluzioni di valore creando un nuovo perimetro vincente. “Perimetro” può sembrare un qualcosa di chiuso e di limitato, in realtà è da intendere come l’insieme delle risorse organizzative dedicate all’azione per seguire una data direzione e raggiungere un dato obiettivo: USCIRE DALLA CRISI. Uscire dalla crisi personale, uscire dalla crisi di impresa, uscire dalla crisi politica.

E così chi riesce ad essere una persona  resiliente,  trova  la forza di “ricostruirsi” restando sensibile alle opportunità positive che la vita offre, pur immersa in circostanze avverse, contro ogni previsione  riesce a fronteggiare le contrarietà  dando slancio alle proprie azioni.

Compiere azioni decise, cercare opportunità per imparare sempre e comunque, accettare il cambiamento di ciò che è possibile cambiare lasciando andare ciò che non sarà più; tutto questo aiuta  a prendere nuove direzioni, motivando il proprio agire con il perché va fatto.

Ogni imprenditore dovrebbe guardare al proprio presente partendo da queste  riflessioni. Oggi c’è bisogno di continuare pur nella crisi o di ripartire. Il perché è in ognuno di noi e va ascoltato, capito e messo al servizio della nostra forza.

Olimpia

 

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Pascal “La dignità dell’uomo consiste nel pensare”. Ma ….. oggi….?

Siamo nel 1600 nel secolo della rivoluzione scientifica, si abbandona una ricerca tradizionale per cercarne un’altra, si entra in una fase di passaggio,  transizione da un metodo ad un’altro, si gettano le basi culturali per le successive rivoluzioni industriali. E’ un forte momento di cambiamento

C’è miseria in ogni angolo ” l’uomo si trova a vivere in una duplice veste, se da un lato è motivo di sofferenza, dall’altro è l’occasione per aspirare a ciò di cui si è consapevoli di avere perduto”.

Sono parole di Pascal uno dei più remoti precursori della filosofia esistenzialista, pensatore anomalo ed isolato.

Vedete qualche analogia con il contesto storico in cui stiamo vivendo? Io direi  che la storia dell’uomo si ripete, le strategie per superare gli eventi anche.

Ora riporto una frase tratta dai ” Pensieri” di Pascal:

L’uomo non è che una canna, la più debole della natura ; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta ad ucciderlo. Ma anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancora più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità su di lui; l’universo invece non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. E’ con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensare bene: questo è il principio della morale.

Una profonda riflessione e una attenta rilettura nell’attuale contesto socio economico a cosa vi porta?

Io penso che chi oggi si sente privato della propria dignità, sia esso operaio, sia esso imprenditore, sia esso dirigente,  attraversa un momento molto difficile  della propria esistenza e la filosofia esistenzialista di Pascal non può bastare; può aiutare la mente e lo spirito che sono due  elementi molto importanti ma …..

Pascal colse un’altro aspetto importante:

“buona parte della vita è fatta di relazioni umane e non  solo di matematica e ragione”

Per chi è più debole, per chi pur non essendo forte non ce la fa più, abbiamo bisogno di parole e azioni: welfare aziendale, welfare pubblico, rete di impresa, fare community, coworking, tante e ricche relazioni persone pensanti.

Uniamo ciò che di buono il passato e la nostra storia ci insegna, con ciò che di buono abbiamo ideato oggi.

Concretizziamo le azioni!

Buona riflessione e concretizzazione a tutti noi!

Olimpia

 

 

 

 

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Risorse umane e la loro funzione strategica per l’impresa, si può andare in OUTSORCING

Le funzioni e i ruoli aziendali non sono solo una questione operativa, ma un vero elemento strategico L’outsourcing può divenire un vero strumento per efficientare la gestione delle proprie strategie, cambiando la propria scala di valori ed aumentando la capacità  di risposta delle imprese .

L’outsourcing è un contratto mediante il quale si affida all’esterno lo svolgimento in tutto in parte di una o più funzioni, anche in un orizzonte temporale  limitato . Questa strada può consentire all’impresa di INSERIRE RISORSE DIVERSE  necessarie per intraprendere percorsi strategici mirati al cambiamento e/o alla crescita.

L’impiego di un provider professionale esterno, diventa uno strumento per poter incrementare le performance dell’impresa. Può aiutare a ricostruire la propria catena dei valori e la propria  “architettura” organizzativa.

Lo sviluppo strategico di una impresa, deve passare attraverso tre elementi fondamentali: il corporate, il business, le funzioni. Dobbiamo quindi chiederci: in quali business competere? Come competere? Come gestire le diverse funzione per fare business?

Nel rispondere ci rendiamo conto di come le funzioni preposte al conseguimento degli “obiettivi -risposte” siano importanti sotto il mero profilo strategico.

Senza il carburante anche una bella macchina non serve a nulla e accontenta solo gli  occhi.

Il ricorso all’outsorcing richiede che si insaturi una forma di forte relazione in un rapporto che si attiva tra impresa e prestatore. Nell’outsorcing l’obiettivo del prestatore /fornitore deve essere quello di sintonizzare le proprie competenze con le esigenze dell’impresa, mantenendo insieme ad essa il monitoraggio dell’efficacia del rapporto instaurato.

In questo rapporto di complementarietà si può trovare altro carburante per fare funzionare idee, pensieri e strategie nuove. Cominciare ad eliminare qualche punto di domanda alimentando la macchina delle idee e dei “pensieri”.

Olimpia ( seguirà : Pascal ” la dignità dell’uomo consiste nel pensare”)

 

 

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Frasi sagge di ieri da ascoltare e meditare oggi: Albert Einstain

Oggi Paola M. mi ha fatto un grande dono girandomi via mail una citazione di Albert Einstain.

Quanti di noi pur avendola già letta ne hanno dimenticato parole e contenuti saggi?

Voglio condividerla con quanti mi conoscono e mi seguono.

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” Albert Einstein

Grazie a Paola  e grazie a quanti ne vorranno fare tesoro.

Olimpia

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Fattori di successo per l’impresa ieri e oggi, giochiamo la nostra partita.

Un concetto tradizionale delle discipline aziendali  è quello della “UNICITA’ DI IMPRESA”. Così come in una partita a scacchi ogni giocatore ha una propria tecnica vincente, così ogni impresa ha una propria unicità che la rende diversa, pur inserita in un dato sistema.

Le analisi ex post hanno consentito di verificare ieri e oggi , risultati  anche sensibilmente diversi, in aziende che pur appartenendo allo stesso settore, registrano diverse performance. Se un settore si contrae o si espande, le imprese che vi operano, sono soggette a rallentamenti o a sviluppo, ma in misura diversa. Così pure nell’attuale contesto di crisi e di cambiamento le imprese rallentano o invertono la tendenza in maniera più o meno forte, in modo singolare e unico.

L’influenza maggiore sulla performance e sul cambiamento, è data dalle risorse e dalle competenze presenti all’interno dell’impresa o da quanto il management intende sviluppare con coerenza questi due fattori. La coerenza deve essere in linea con le regole di mercato, del contesto ambientale e storico in cui ci si trova e con i propri obiettivi.

Per una buona strategia di impresa sia ieri che oggi quindi, è necessario avviare una attenta analisi della qualità e congruità delle risorse a disposizione dell’impresa e ciò deve avvenire sia che si intenda continuare nell’oceano rosso della concorrenza, sia che si voglia aprire gli orizzonti all’oceano blu dell’innovazione di business e di mercato ( si veda articolo pubblicato il 5 febbraio).

L’impresa quindi conta molto più del settore e del contesto socio culturale in cui si trova

Il settore e lo scenario economico, rappresentano solo una mancata o presente opportunità, ma solo un’adeguata presenza di risorse e di competenze può consentire all’impresa di saper cogliere queste opportunità o saperne creare di nuove.

Le risorse sono ciò  di cui l’impresa dispone per il proprio operare, le competenze  sono gli strumenti di cui l’impresa deve dotarsi per raggiungere i propri obiettivi.

Quindi :                                                                risorse =possibilità di fare                competenze=saper fare

Se proviamo a rileggere queste poche righe e riflettere per le nostre strategie,  possiamo essere un  giocatore unico e vincere la nostra partita a scacchi.

Olimpia

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Smart Working quanti i vantaggi per la nostra organizzazione di impresa

immagine tratta da pinnacleviewltd.com

 

Inizio con uno slogan: lavorare per obiettivi e risultati!

Credo che prima di tutto si debba partire chiedendoci quali possono essere i benefici degli strumenti social web sulle organizzazioni aziendali e quanto l’ ICT (Information & Communication Technologies, ovveroTecnologie dell’Informazione e della Comunicazione ) stia assumendo importanza strategica per le organizzazioni di impresa . Con ICT si definiscono l’insieme delle tecnologie (programmi Sw, componenti e sistemi), che consentono il trattamento e lo scambio delle informazioni, siano esse numeriche, testuali, visive, sonore o combinazioni di esse.

Importante anche capire, quanto il management delle imprese creda che il cammino ormai consolidato e basato anche sul supporto degli ICT ,  oltre al cambiamento degli spazi fisici all’interno delle imprese con l’inserimento della flessibilità di presenza, possano  veramente migliorare performance, efficacia ed afficienza di azione.

Se queste due domande offrono risposte culturali positive, vale a di re: – gli ICT hanno  ormai modificato le strategie di business delle aziende ed il loro supporto  può consentire di rivedere gli spazi fisici  dove lavorare , ecco che si può arrivare ad accettare la flessibilità di lavoro.Lavoro non più misurato in ore di presenza in azienda, bensì misurato per obiettivi raggiunti e collaborazione integrata con il datore di lavoro e l’impresa.

Arrivati a questo punto,  si può comprendere che la produzione di valore per un’impresa non è più legato solo alla presenza fisica del lavoratore in un dato luogo, bensì alla capacità di generare innovazione, idee , di mettere a frutto per l’impresa il proprio lavoro intellettuale con gli strumenti che la tecnologia oggi ci mette a disposizione.

Si è maturi quindi per  cominciare a parlare di  autonomia, valorizzazione dei talenti, responsabilità individuale, knowledge work, coworking.

I vantaggi dello smart working sono stati dimostrati durante il percorso di sperimentazione e ricerca condotto dalla School of Management del Politecnico di Milano, difficile è però il cambiamento culturale da attuare. Io credo che il management e fra esso l’imprenditore che sarà attento,  potrà trarre grandi benefici dallo smart working se ben regolamentato in tutti i suoi aspetti. Spero che il cambiamento culturale non sia più veloce delle leggi attuative vere! Tali leggi devono tenere conto delle variabili e dei vari ruoli che si giocano con questa nuova cultura!

Olimpia

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Oceano rosso e oceano blu due mercati a confronto per superare la crisi.

In realtà il mercato può essere virtualmente immaginato come formato da due oceani: un oceano rosso con spazi di mercato scontati, confini di settore, confronto continuo con la concorrenza, competizione e rivali che lottano per un potenziale di profitti sempre più ridotto; un oceano blu dove non  si usano i concorrenti come benchmark, ma piuttosto si cerca di usare una logica di strategia diversa .

Belle parole vero? Proviamo a rifletterci insieme.

Spesso il termine innovazione è interpretato limitandolo alla creazione di un nuovo prodotto o di un nuovo servizio in una logica di confronto competitivo con la concorrenza e di soddisfazione del cliente di sempre. Si trascura il più ampio significato di “stacco con il passato“, di creazione cioè di valore di impresa nuovo che si distingua completamente da ciò che il mercato sino a questo momento ha proposto e propone.

value innovation

L’innovazione di valore è un nuovo modo di pensare alla strategia aziendale, dando vita ad un oceono blu STACCATO DALLA CONCORRENZA. L’obbiettivo: quello di differenziarsi aumentando il valore offerto perchè non ancora recepito dal mercato come richiesta simbolo, ma bensì come necessità non ancora riconosciuta.

Occorrerà poi allineare UTILITA’- PREZZO-COSTO perché l’oceano blu sia una strategia sostenibile.

Il punto di partenza spostare il focus strategico dai concorrenti ai nuovi potenziali clienti visti nell’attuale contesto economico.

Per creare una nuova curva di valore occorre:

– creare fattori nuovi mai offerti prima

-aumentare alcuni fattori sopra lo standard di settore

-eliminare i fattori che non creano più valore

-ridurre i fattori che portano ad un servizio eccessivo.

Tutto questo è possibile anche se non basta la volontà.  Facciamola diventare una vera NEWS per la nostra impresa!

Olimpia   ( Il prossimo post sarà: Smart Working quanti i vantaggi per la nostra organizzazione di impresa”)

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Armi nuove da creare in una foresta senza alberi e un giacimento senza ferro.

Molti anzi troppi gli imprenditori che nel corso del 2013 non sono riusciti a reggere il peso della crisi! I motivi sono svariati: carente patrimonializzazione, incapacità del settore di appartenenza di creare reddito, repentino mutamento della richiesta del mercato, smarrimento di fronte a una guerra nella quale le armi sono in mano solo a pochi, quindi una guerra, dal punto di vista dell’imprenditore,  apparentemente senza armi.

Quando ci si rende conto di essere inermi si generano  paura, sconforto, sfiducia in se e  nelle proprie capacità, sensi di colpa per la sconfitta e  per il fallimento della propria strategia in una guerra ad armi impari. Questa situazione si è creata proprio in quegli imprenditori che avevano fatto della propria impresa un credo ed una battaglia talmente forti da vederle un tutt’uno con la propria vita. Persone sane, belle e voglio aggiungere pulite.

Le armi servono, armi nuove inventate in una foresta senza alberi, in un giacimento di ferro esaurito.

Quanto ai sensi di colpa e alla mancanza di fiducia in se, basta leggere della gestione INPS per riprendersi e credere nelle proprie capacità.  La mission dell’INPS “é” incassare contributi dai datori di lavoro ( imprenditori),  accantonarli e liquidare al momento opportuno pensioni ed assegni assistenziali. La scopriamo con 3,2 miliardi di immobili ( patrimonio) con cui i pensionati non mangiano,  di questi solo 800 milioni sono uffici e sedi INPS gli altir 2,4 miliardi sono case e uffici affittati e gestiti male, tanto da generare in 5 anni 380 milioni di bilancio in rosso. Qui fermiamoci il resto lo si legge sui giornali.

Le armi nuove si possono costruire. Quanti imprenditori, quelli di prima intendo, possono ritrovare stima in se, carica e forza per mettere nuovamente a frutto idee con il supporto del terreno fertile chiamato tecnologia.

tutti

Mancano le risorse in un sistema fallito? Si, può sembrare vero, non ci sono soldi o almeno sono mal distribuiti,  ma la nostra mente che trascuriamo o quasi ignoriamo,  è una grande risorsa e neanche tanto nuova, anzi antica come noi. Aiutiamoci ad usarla per costruire le armi nuove.

Olimpia

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