Dall’AUREO d’oro all’EURO di carta di Roma e Augusto?

Era stato Augusto, con il suo rigido sistema monetario, a mettere ordine  nel sistema monetario romano. Creò così una più stabile e ordinata produzione di monete dando impulso al commercio con la circolazione  costante di monete. L’AUREO, la moneta d’oro, corrispondeva a 25 denari ( moneta d’argento), a 100 sesterzi ( moneta di bronzo) a 400 assi (moneta di rame).

Allora Londra era poco più di un borgo di case, casette piccole ma già costruite con la tecnica del prefabbricato; non c’erano Bukingam Palace e tanto meno Westminster, ma un lungo ponte già attraversava il Tamigi e si alzava già al centro, antenato del London Bridge.Si usava già l’ombrello ma per ripararsi dal sole e non dalla pioggia.

Parigi contava circa 8.000/9.000 abitanti più o meno quanto oggi è il Quartiere Latino. Qui vivevano le tribù dei Parisi (galli) e la Senna con le sue due isole, era un forte centro di commercio e così amata dai romani perché tanto somigliante al Tevere con la sua isola Tiburtina.

I  Romani avevano già  inventato,  importato e perfezionato il riscaldamento ( terme), il torchio, il calcestruzzo, le fogne, gli occhiali, la lente di ingrandimento, i cuscinetti a sfera, la puleggia, la mortadella e il prosciutto crudo e udite udite i manifesti elettorali.

Quanti secoli abbiamo percorso da allora ad oggi dimenticandoci la storia e sentendoci unici e grandi nel nostro secolo e con il nostro Euro di carta. Allora Augusto decise di stampare le monete d’oro e di fare in modo che la zecca non stampasse sempre in emergenza. Promosse la rinascita economica. Oggi chi si presta volontario  per un nuovo Augusto del 20° secolo?

 

 

Social:

UN SORRISO FRA ELEFANTI ALLA FINESTRA DI EUROLANDIA

Che si possa cominciare  veramente a sorridere?

Il PIL prodotto dall’Europa per il manifatturiero è oggi del 14%. Per percorrere una politica di non solo austerità ma anche di crescita, l’Europa si pone quale obiettivo quello di portare il PIL manifatturiero al 20% entro il 2020.

Gli strumenti principali: incentivi per 100 miliardi  e semplificazioni . 

Gli incentivi saranno rivolti ai settori chiave quali: acciaio, autovetture, cantieristica navale, costruzioni, industria per la sicurezza, turismo.

Si proporranno anche “piattaforme intelligenti” per facilitare opportunità e business. Fra le novità semplificazioni quali: 3 giorni e 100 Euro per aprire un’impresa e 30 giorni per ottenere una licenza nel commercio”

Stiamo alla finestra; vero è che le semplificazioni servono se riusciamo a ricreare mercato e domanda e uniamoci pure le idee.

 

Olimpia

Social:

Un viaggio nel tempo: da Erasmo da Rotterdam a Steve Jobs un pizzico di sana follia per fare impresa

Chi di noi ha visto il film ” Jobs” ha ricevuto un messaggio molto chiaro, messaggio riflesso ogni giorno nel contesto sociale di oggi ma anche di ieri. E’ evidente che  non bastano  buone idee ed una spiccata intelligenza, creatività,  buona  conoscenza e sapere per avere successo nel mondo degli affari. Servono più che mai anche intuito unito a coraggio e ad un  poco di sana follia. Jobs promuove una scheda computer inventata da un amico e trasforma le capacità e l’inventiva degli amici in capacità di sviluppare progetti nuovi ed innovativi e proporli al mondo.

La mia mente allora vola al 1500 a Erasmo da Rotterdam e al suo “ELOGIO DELLA FOLLIA” società diversa, contesto storico diverso.

E’ la follia che parla in prima persona e si descrive figlia della giovinezza e nemica dell’ignoranza. Alcune citazioni per riflettere:

..sono due i principali ostacoli alla conoscenza delle cose: la vergogna che offusca l’animo, e la paura che, alla vista del pericolo, distoglie dalle imprese…..La follia libera da entrambe. Non vergognarsi mai e osare tutto: pochissimi sanno quali messi di vantaggi ne derivi…. La fortuna ama le persone non troppo sensate; ama gli audaci e quelli che non hanno paura di dire “il dado è tratto”…..Chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni, riesce solo a raddoppiare il difetto…

Il libro scritto nel 1509 fu considerato una satira feroce contro la corruzione, l’ipocrisia, il falso perbenismo. Eravamo agli albori dell’età moderna e alla fine del medioevo,  sono passati 5 secoli; Erasmo da Rotterdam considerato un grande umanista e amante dei viaggi che gli consentirono di raccogliere e assimilare le culture di tutta l’Europa  ….. lascio aperte le riflessioni con la provocazione del titolo: …… sana follia per fare impresa.

Olimpia

 

Social:

Eurozona, impresa ed economia reale. Virus non debellato ma nascosto sotto il tappeto.

Perché l’economia reale, vale a dire la vita economica intesa come produzione di beni e di servizi, non tende a migliorare?

In molti paesi dell’ eurozona le banche hanno continuato a riempirsi di titoli sovrani investendo tutta la liquidità fornita dalla BCE  nei titoli emessi dagli stati. In Italia, come ha rilevato Bankitalia a novembre 2013, il portafoglio bancario di titoli di stato è arrivato ad essere di 403 miliardi. Il doppio rispetto al 2011.

L’economia reale nel mentre non ne ha avuto beneficio. L’arbitraggio  vantaggioso di cui hanno approfittato le banche, ha lenito la loro sofferenza per i crediti inesigibili aumentati, ma non ha guarito i motivi dell ‘aumentato virus dell’ inesigibilità. La medicina al malato non è stata somministrata. Il virus non è stato debellato, è stato nascosto sotto il tappeto.

 

Olimpia

Social:

Housing sociali, disagi e le imprese stanno a guardare?

foto tratta da quotidiano casa.it

Nel linguaggio giornalistico  “housing socale” viene spesso usato per indicare progettualità e politiche anche molto diverse per scopi e finalità. In realtà il D.M del 22/04/2008 definisce “alloggio sociale” l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L’alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall’insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie.

Si parla quindi di canoni di locazioni calmierati per risolvere le possibili difficoltà per famiglie, studenti, giovani coppie, anziani, di poter fruire di alloggi a prezzi accessibili alla loro capacità di reddito.

Dare quindi più voce a questo argomento è vantaggio di molte componenti sociali: individui in difficoltà, organi e istituzioni che devono svolgere il loro compito  e imprese che cercano soluzioni per affrontare la crisi.

I redditi da lavoro, per una quota sempre maggiore di famiglie, non sono sufficienti per affrontare le spese indifferibili fra cui i costi per la casa. Dai dati diffusi dall’Istat la spesa che incide maggiormente  sui bilanci famigliari è quello della casa. Negli ultimi anni quasi 150.000 famiglie hanno perso la propria abitazione in proprietà o in affitto per cause di morosità e conseguenti esecuzioni di pignoramenti e sfratti. Dato purtroppo in forte aumento.

Progetti ben studiati ed integrati con le realtà vere,  possono fare del social housing uno strumento di leva per la ripresa economica per più componenti sociali.  Le istituzioni che si occupano di edilizia abitativa e  le imprese che offrono su questa fetta di mercato devono sedersi e lavorare con le componenti sociali per interagire e costruire collaborazione a vantaggi comuni.

Sono già presenti sul territorio nazionale buone iniziative, come la nostra cultura vuole però, si tarda a decollare e si perde tempo in altro.

Olimpia

 

Social:

Feltri: “Italia senza patria”

A ottobre 2013 è stato pubblicato un libro edito da Mondadori, autori Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano, titolo:  UNA REPUBBLICA SENZA PATRIA.

Ripercorre la storia della nostra società  a partire dal 1943 sino ai giorni nostri e fornisce una fotografia di uno stato senza nazione :

“Siamo legati a una strana idea della politica. Non la consideriamo lo strumento che dovrebbe permetterci di vivere meglio, ma una religione, nei confronti della quale c’è solo fede cieca e nessuna voglia di ragionare. Si procede senza valutare il proprio interesse, comportamento tipico di un Paese che non sa cosa sia la patria, quindi si attacca a un partito, a una confessione religiosa, talvolta al calcio.” 

La conclusione è che L’Italia è una nazione senza patria, dove gli italiani cioè i cittadini seguono solo il proprio gruppo a vantaggio del proprio tornaconto, credendo così di tutelare il proprio interesse senza pensare che una società interagisce e non può esimersi dal ragionare come gruppo più ampio e facente parte di un sistema, almeno del sistema nazione.

Agendo così facciamo veramente il nostro interesse personale o lediamo anche quello?

Social:

Dimensione d’impresa e sistema Italia

Il sistema produttivo italiano è caratterizzato da imprese di dimensioni medio piccole o microimprese, tale aspetto presente peraltro nella maggior parte dei sistemi economici avanzati, ha una ulteriore specificità in Italia.

Se guardiamo alle statistiche del 2008 ( periodo ante crisi) il 95% delle imprese italiane occupava meno di 10 addetti per unità produttiva coprendo il 48% dell’intera occupazione nazionale e il 29% del fatturato; producendo il 34% del valore aggiunto del paese. (Fonte Istat 2008- Eurostat 2008)

La particolarità dell’Italia è che le grandi imprese, quelle cioè presenti nella graduatoria delle prime 500 imprese in termini di fatturato nel mondo, sono solo 9 contro le 32 Francia, 32 Germania, 26 Regno Unito. Ciò significa che le grandi imprese francesi, tedesche e inglesi coprono dal 62% al 82% del PIL nazionale, mentre per l’Italia le grandi imprese esprimono solo il 35% del PIL nazionale. Fra le nostre 9 grandi imprese vi è poi prevalenza del settore bancario assicurativo e delle imprese privatizzate come ENEL, TELECOM, FINMECCANICA ecc.

Chiunque capisce che nonostante una tradizione di piccole e medie imprese virtuose e di successo,  il sistema pese si trova in una sicura posizione di debolezza rispetto ad altri paesi europei.

Ecco quindi che la piccola e media impresa può e deve trovare il coraggio di costruire progetti di dimensioni superiori alle proprie forze, sfruttando la propria vitalità ed efficienza sviluppando dinamiche relazionali.  In questo modo la piccola e media impresa  aiuterà il sistema Italia ad uscire dalla forte crisi in cui versa ed esprimerà il suo grande valore sociale .

E ciò che più importa aiuterà se stessa a vivere. ( Il termine sopravvivere non mi piace…!! Lo abolirei dai dizionari !!)

In tutto questo la  politica deve fare la sua parte a vantaggio del sistema Italia.

Olimpia

Social:

Ripartiamo guardando all’export – DUBAI e le imprese italiane

Nel 2013 si e’ registrato un incremento delle esportazioni italiane verso i paesi arabi: emirati e Arabia Saudita . Tra i settori prevalenti nell’ export italiano verso gli emirati  al primo posto i macchinari, seguiti dai prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dalle apparecchiature elettriche (elaborazioni ICE su dati ISTAT).

La presenza imprenditoriale italiana a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti è altamente qualificata; in base a recenti statistiche, più di 300.000 imprese straniere hanno stabilito la propria sede operativa o avviato un’attività negli Emirati Arabi Uniti, di cui circa ottanta società italiane, operanti direttamente, tramite agenti o con partnership con distributori locali.

Dubai è il secondo grande emirato dei 7 che costituiscono gli emirati arabi uniti ed secondo solo dopo Abu Dabi. Ci si può trasferire a Dubai con un visto che dura e viene rinnovato di tre anni in tre anni
Esistono molte possibilità per le imprese internazionali che intendono stabilire relazioni d’affari con Dubai.

Oltre alla formazione di relazioni commerciali, molte aziende trovano vantaggioso avere un ufficio di rappresentanza per ricercare possibili clienti, costruire contatti, confrontarsi con i clienti e controllare i dettagli di ogni transazione e ordine. Avere una simile presenza può portare considerevoli vantaggi commerciali in tutto l’area del Medio Oriente. Gli uomini d’affari locali preferiscono infatti trattare di persona con qualcuno che conoscono e di cui si fidano: le relazioni personali sono molto più importanti nel mondo arabo di quanto non lo siano in Europa o in America.

Il requisito principale per stabilire una società negli UAE è la partecipazione al 51% di un cittadino degli Emirati.

Questa regola ha però le seguenti eccezioni:

  • I casi in cui la Legge preveda il 100% di proprietà locale
  • Le zone franche, quali Jebel Ali e Dubai Airport, Dubai Internet City, Dubai Media City, Dubai Silicon Oasis, DIFC, etc.
  • Filiali ed uffici rappresentativi di aziende estere riconosciuti a Dubai
  • Aziende professionali o artigiane dove la proprietà straniera al 100% è permessa dalla Legge.

Tutto da approfondire in base al progetto che si vuole sviluppare.

 

Social:

Il discorso augurale del Presidente

Che dire del discorso che il  nostro Presidente  della Repubblica ci ha donato..?

La delicatezza nel trasmettere le preoccupazioni di Vincenzo, Daniela, Francesco, Veronica è stata pari alla fermezza di un padre di famiglia che guarda ai problemi dei propri figli  e cerca di dare loro la forza per andare avanti e gli strumenti per farlo.

Molti politici e anche noi cittadini dovremmo  imparare da Lui e non solo nelle parole ma anche nei fatti e nel ” fare ” di tutti i giorni!

E Veronica… una di noi che ci rappresenta pienamente e dice: ” io credo ancora nell’Italia ma l’Italia crede ancora in me?”

E’ l’augurio che facciamo a tutti noi !

 

Social: